Domenica 22 Settembre 2019

Sul CETA si esprime il Consiglio con un ordine del giorno dell'ultimo minuto

"Azioni territoriali per un commercio libero e giusto e per un’Europa libera dal CETA": questo è stato l'ordine del giorno portato in Consiglio Comunale dalla Giunta. La necessità di portarlo subito all'attenzione sono le scadenze parlamentari. Ma la minoranza Pd voleva approfondimenti in commissione "visto che non tutte le associazioni di categoria la pensano allo stesso modo su questo protocollo Unione Europea- Canada"

Sul CETA si esprime il Consiglio con un ordine del giorno dell'ultimo minuto
 ALESSANDRIA - Il Consiglio Comunale, nella seduta di giovedì 27 luglio, ha approvato l’ordine del giorno che tratta delle “Azioni territoriali per un commercio libero e giusto e per un’Europa libera dal CETA”. Una documento per il quale la giunta di Cuttica si è battuto, portandolo all'attenzione all'ultimo minuto e su richiesta di alcune associazioni di categoria, come era stato affermato dal capogruppo Pavanello in Conferenza dei Presidenti.

Con questo atto, il consiglio comunale intende “sollecitare il Sindaco e la Giunta a porre in essere ogni azione necessaria affinché Parlamento e Governo non autorizzino l’entrata in vigore nel nostro paese del trattato CETA, arrestino il processo di ratifica dell’accordo in Italia ed adottino ogni iniziativa necessaria ad ostacolare l’applicazione del trattato a tutela della produzioni agricole italiane”. Si tratta di un protocollo Unione Europea- Canada che prevede oltre all'abolizione dei dazi doganali tra le parti anche la perdita di autorevolezza e qualità nella produzione italiana tanto agricola, “quanto delle piccole medie imprese e del commercio in favore delle grandi multinazionali” come precisa Michelangelo Serra del Movimento 5 Stelle, che sul tema è preparato.

L’ordine del giorno è stato illustrato dall’assessore allo Sviluppo Economico, Riccardo Molinari, che ha posto l’accento sulla necessità di trattare con urgenza questo tema alla luce delle tempistiche del dibattito parlamentare a riguardo (3 agosto, forse se non slitta, ndr). “Il CETA è da ritenersi pericoloso per l’economia del nostro paese perché creerebbe grandi danni al comparto agricolo nazionale ed abbasserebbe gli standard di difesa dei consumatori – ha commentato l’assessore Molinari -. Per l’Italia l’agricoltura è un asset fondamentale dove la qualità e le regole della produzione sono un punto di forza. Il ‘Made in Italy’' è universalmente riconosciuto come straordinaria leva competitiva per la crescita del Paese”.

L'assessore Molinari prosegue: “Il CETA introduce un meccanismo di acritica deregolamentazione degli scambi che finirebbe per pregiudicare in modo significativo la competitività e l’identità del sistema agricolo nazionale, conducendo ad un sistema di competizione sleale tra le grandi corporation canadesi e le piccole imprese agricole nostrane. Inoltre, determinerebbe l’ingresso nel mercato europeo di prodotti trattati con gli OGM ed altre sostanze vietate .Come se non bastasse il CETA non tutela la riconoscibilità dei prodotti facendo invadere l’Europa con prodotti ‘italian sounding' perché non garantisce il riconoscimento delle eccellenze e delle provenienze geografiche italiane.. Sul fronte dell’export agroalimentare, infatti, all’Italia vengono riconosciute appena 41 indicazioni geografiche a fronte di 291 DOP e IGP registrate, con la conseguente rinuncia delle restanti 250 con impatti gravissimi sul piano della perdita della qualità”.

Ultimo punto – conclude Molinari - ma non meno importante, l’accordo conferisce ad organismi estranei agli ordinamenti giuridici nazionali il potere di influenzare direttamente le norme e le politiche nazionali, senza avere al suo interno un richiamo alla portata vincolante del principio di precauzione che, in Europa, impone una condotta cautelativa nelle decisioni che riguardano questioni scientificamente controverse circa i possibili impatti sulla salute e sull’ambiente”.

Tutto il Consiglio è d'accordo sull'importanza del tema, anche e soprattutto per Alessandria che in termini di aziende del settore agricolo è la prima della Regione. Ma dalla minoranza (Rossa, Mazzoni) arriva la richiesta di sospendere l'ordine del giorno in Consiglio comunale per trattarlo più approfonditamente in commissione consiliare. “Magari con il coinvolgimento delle stesse associazioni di categoria interessate alla questione che non mi sembrano essere tutte d'accordo sul voler frenare questo protocollo” ha precisato l'ex sindaco Rita Rossa. La materia può essere approfondita “e comunque entro il 3 agosto il sindaco e la giunta possono mettere nero su bianco un documento, un odg più completo da far avere al Parlamento come la voce alessandrina in materia”.

Ma da parte della maggioranza e della stessa giunta, nessuna volontà di posticipare l'argomento. D'altra parte le pressioni politiche e anche del comparto agricolo che possono essere arrivate, rispecchiamo una parte consistente dell'elettorato soprattutto della Lega Nord, che su questioni di quel mondo produttivo si è fatto capofila di battaglie (si ricordi battaglia per quote latte con mondo agricoltori, ndr).

L'ordine del giorno passa quindi con il voto favorevole della maggioranza e dei due consiglieri pentastellati, mentre il resto della minoranza che chiedeva approfondimenti (Pd, Quarto Polo, Moderati, Lista Rossa) non partecipano al voto.

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