Domenica 25 Agosto 2019

Telepsichiatria, nuova frontiera della sanità

Il progetto avviato dall'Asl Al e finanziato dalla Fondazione Cra entra in questi giorni nella fase operativa con 27 pazienti psichiatrici gravi a Frassineto e ad Alessandria. Un modello che potrà essere esteso anche ad altri servizi

Telepsichiatria, nuova frontiera della sanità
SANITÀ - L'innovazione e la ricerca in sanità passano anche per iniziative di nicchia rispetto al numero di utenti, ma che rappresentano un modello tecnico che è possibile estendere su più ampia scala. È il caso del progetto di telepsichiatria messo a punto dall'Asl Al e finanziato con quindicimila euro dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria che ha consentito di acquistare computer fissi e portatili, software per la trasmissione delle immagini in rete, oltre a realizzare l’infrastruttura di rete che garantisce collegamenti stabili e sicuri. “Il sostegno alla sanità lo abbiamo sempre garantito – sottolinea Pier Angelo Taverna, presidente della Fondazione Cra – innanzitutto per le ricadute che ogni iniziativa determina sulla collettività e poi perché sono tutte contrassegnate dall'innovazione e dalla ricerca”. La telepsichiatria è applicata “per la prima volta su pazienti residenti in una comunità psichiatrica e in un 'gruppo appartamento' che grazie a un sistema informatizzato di computer in rete con videoconferenza, può usufruire della consulenza specialistica di psichiatri e operatori da remoto, in supporto al personale presente sul posto, con un grande risparmio di tempo sugli spostamenti dei professionisti e conseguente cospicua liberazione di risorse umane a vantaggio della parallela implementazione dell’assistenza domiciliare”. Gilberto Gentili e Giorgio D'Allio, rispettivamente direttore generale dell'Asl Al e direttore della Salute Mentale dell'azienda sanitaria, riassumo così il progetto che “è quasi un esempio unico in regione e conta su poche iniziative analoghe a livello nazionale”.

Il servizio parte in questi giorni, dopo un percorso formativo che ha coinvolto una quindicina di operatori impegnati nelle due strutture: il 'gruppo appartamento' a Frassineto (otto pazienti) e la comunità psichiatrica 'L'Acero' di Alessandria (comunità protetta psichiatrica di tipo B accreditata dalla Regione Piemonte, la sede è in piazza Basile) che dispone di una venti posti letto. “Oggi – sottolinea D'Allio – ospitiamo ventisette pazienti psichiatrici gravi e cui diciotto che hanno avuto gravissimi problemi giudiziari. In questa fase stiamo procedendo a tarare il comportamento psichico dei pazienti che poi verrà controllato nell'arco dei prossimi mesi per accertare validità ed efficacia del progetto. Parallelamente verranno anche verificati i costi e le ricadute economiche della telepsichiatria”. Infatti, come precisa Gentili, le moderne tecnologie “consentono che il medico, qualora al termine del colloquio dovesse decidere di modificare la terapia del paziente, o se ci fosse la necessità di rilasciare un certificato, possa farlo tramite l’utilizzo della firma digitale e l’invio della documentazione tramite posta elettronica”. La comunità protetta è gestita dalla società Ca.Ri.Pro. Srl (sede amministrativa in piazza Basile, sede legale a Roma), la stessa della casa di riposo 'Il Platano' cui la giunta comunale ha deciso di vendere per 54.300 euro un terreno sempre in zona Villaggio Borsalino che era già stato concesso in uso alla società, con una scrittura privata, dal Comune di Alessandria nel novembre del 2012.

A margine della presentazione del progetto (ha partecipato anche il sindaco di Alessandria, Rita Rossa), Domenico Ravetti, presidente della Commissione Sanità della Regione Piemonte, sottolinea “l'importante integrazione dei servizi grazie al ruolo della Fondazione Cra, una collaborazione che conferma la bontà della strada che l'Alessandrino ha intrapreso sul fronte della ricerca e innovazione in sanità, dove cura e sviluppo si fondono e trovano declinazione in progetti come quello di Irccs (Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico) per l'ospedale di Alessandria per patologie ambientali, o nella collaborazione con l'Università del Piemonte orientale in campo biomedicale (con tanto di corso di laurea, ndr)”. Rapporti che negli ultimi anni sono cresciuti grazie all'impegno dell'azienda ospedaliera 'Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo' di Alessandria che ha consolidato la tradizione scientifica divulgando i risultati raccolti, messi a sistema e valorizzati nella struttura Formazione e promozione scientifica (il direttore è Antonio Maconi, ndr), e inseriti in linee di ricerca istituzionalizzate.
 

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