Sabato 27 Febbraio 2021

Processo Michelin: "c'era anche amianto all'interno dello stabilimento?"

Nuove ipotesi formulate dal pubblico ministero al processo Michelin per indagare sulle possibili cause di malattia e morte per le parti lese. Amianto, ortotulidina e la trasformazione dei composti durante la lavorazione “possibili concause”

Processo Michelin: "c'era anche amianto all'interno dello stabilimento?"
 ALESSANDRIA – Anche l'amianto potrebbe essere una concausa delle morti e casi di malattia per ex dipendenti e dipendenti dello stabilimento Michelin di Spinetta Marengo. Al processo, che si sta svolgendo davanti al tribunale di Alessandria contro cinque tra ex dirigenti e direttori accusati di omicidio colposo e lesioni personali per le condizioni di lavoro negli anni '80 e '90, il pubblico ministero Marcella Bosco getta altra carne al fuoco.
Nell'udienza di ieri, lunedì, è stato ascoltato un nuovo teste, un ingegnere di Arpa Piemonte che aveva seguito uno studio, nel 2006, sugli stabilimenti di lavorazione della gomma in Regione e, in particolare, negli stabilimenti Pirelli e Michelin. Dalla testimonianza resa ieri è emerso come alcuni reparti fossero in effetti dotati di impianti di aspirazione tramite cappe; altri avevano sistemi di aspirazione parziale, altri ancora ne erano del tutto sprovvisti. E, dove l'aspirazione era meno efficiente, i valori di inquinanti rilevato erano maggiori. E' stato accertato anche come nelle fasi di lavorazione fosse usata una ammina, la ortotulidina, anche se non in concentrazioni al di sopra dei limiti. Ma il dubbio instillato dalla pubblica accusa è quella di una possibile “modificazione” delle sostanze, durante la lavorazione ed in combinazione con altre con effetti cancerogeni o effetti di incidenza su modificazioni genetiche.
Possibilità accertata in laboratorio. “Non c'è una soglia al di sotto della quale si può essere 'al sicuro' – è stato osservato in aula – tanto che le stesse agenzie internazionali modificano di volta in volta i limiti soglia considerati pericolosi”.
Il pubblico ministero ha poi chiesto di acquisire agli atti una perizia tecnica che ha accertato la presenza di amianto usato come coibientante. La perizia era stata eseguita a seguito di una causa civile per il riconoscimento della malattia professionale. Il lavoratore, che vinse in appello, svolgeva mansioni di addetto alla manutenzione. Nella medesima posizione hanno prestato servizio anche altri lavoratori oggi parte lese al processo, uno dei quali deceduto per mesotelioma.
L'integrazione entrerà nel dibattimento probabilmente dalla prossima udienza, il 6 luglio, durante la requisitoria della pubblica accusa.

EDICOLA DIGITALE

sfoglia

abbonati

Le notizie più lette

La tragedia

Bistagno, schianto mortale in periferia

19 Febbraio 2021 ore 21:05
Video

Strage di gomme all'Europista

22 Febbraio 2021 ore 19:00
L'ordinanza

Il Piemonte torna 'zona arancione'

26 Febbraio 2021 ore 19:04
.