Lunedì 14 Ottobre 2019

Corte dei Conti Torino: giunta Fabbio e consiglieri tutti assolti

E' di mercoledì 15 aprile la sentenza della Corte dei Conti di Torino- Sezione Giurisdizionale che assolve a pieno titolo l'ex sindaco Fabbio, la sua giunta e i consiglieri comunali dall'accusa di aver "con il proprio comportamento, determinato il dissesto del Comune di Alessandria". Il Collegio sposa la tesi della difesa

Corte dei Conti Torino: giunta Fabbio e consiglieri tutti assolti
 ALESSANDRIA - “...La dichiarazione del dissesto del Comune di Alessandria non è stata diretta conseguenza del danno provocato dai convenuti (gli imputati, ndr), ma affonda le proprie radici nel passato, in funzione di un progressivo ed inarrestabile deterioramento della situazione economico-finanziaria che trova le sue cause immediate e determinanti, in assenza di valide ed efficaci misure correttive durante l'arco temporale anteriore all'esercizio 2011, nei fattori descritti con dovizia dalla Sezione Regionale di Controllo nella delibera 260 del 2012 (ovvero quella del dissesto)”.
La Corte dei Conti del Piemonte, Sezione Giurisdizionale afferma quindi che “i comportamenti posti in essere dagli imputati, allora amministratori dell'Ente comunale, certamente non hanno determinato il dissesto, ma hanno integrato, al contrario, il tentativo velleitario di guadagnare tempo dissimulando la gravissima e cronica crisi finanziaria in cui versava da molti anni l'Ente locale, ormai giunta al punto di non ritorno senza alcuna concreta via di uscita”.

Mercoledì 15 aprile con la sentenza nel giudizio di responsabilità per le sanzioni accessorie n° 19393 il Collegio della Corte dei Conti di Torino ha assolto tutti gli imputati: l'ex sindaco Fabbio, i suoi assessori e tutti i consiglieri comunali, negando l'esistenza del nesso di causalità tra la loro gestione amministrativa e la successiva dichiarazione di dissesto di Palazzo Rosso. L'accusa faceva capo all'articolo 248 del Tuel, ovvero alle sanzioni “accessorie” di ineleggibilità e incandidabilità per il primo cittadino e di impossibilità a ricoprire cariche di nomina per tutti gli altri (assessori e consiglieri comunali), ovvero di assessore, di Revisore dei conti e di rappresentante di Enti locali. La giunta Fabbio e i consiglieri di maggioranza che la hanno sostenuta erano già stati condannati in primo grado, nel 2013, per “danno erariale” con una sanzione amministrativa e pecuniaria.

Oggi invece il Collegio della Corte dei Conti – composto dal dottor Coppola (presidente), dal dottor Parisi (consigliere relatore) e dal dottor Berruti (primo referendario) – era chiamato a decidere sull'articolo 248 che sanziona laddove “valutate le circostanze, e le cause che hanno determinato il dissesto, accerti che questo è diretta conseguenza delle azioni od omissioni per le quali l'amministratore è stato riconosciuto responsabile”. Con l'espressione “diretta conseguenza” - si legge espressamente nella sentenza – non può che essere immediato ed esclusivo o, comunque, assolutamente e palesemente preponderante, rispetto all'avvenuta dichiarazione di dissesto, nel senso che le azioni od omissioni imputabili agli amministratori devono costituire, in concreto, “la causa unica e di gran lunga prevalente dello stesso”. Devono quindi per la corte emergere “con forza elementi chiari, univoci ed inoppugnabili relativamente all'addebitabilità, in termini, causalistici, del dissesto finanziario a specifiche condotte degli amministratori”...che non sono state trovate. La situazione “tragica” dell'Ente si fa risalire ad anni addietro, almeno dal 2005: la Corte dei Conti sposa in toto la tesi delle difese, assolvendo tutti gli imputati e condannando il Comune di Alessandria a rifondere le spese di lite ai difensori delle parti costituite, ovvero a pagare le spese processuali sostenute dagli imputati.

[QUI IL DOCUMENTO COMPLETO DELLA SENTENZA]

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