Lunedì 19 Agosto 2019

Nucleare, a Bosco attività di decommissioning verso la chiusura

Secondo Sogin l’impianto Fn sarà il primo nel quale terminerà l'attività di smantellamento delle strutture venute in contatto con gli elementi radioattivi. I rifiuti contaminati saranno stoccati nello stabilimento, in vista del trasferimento nel deposito nazionale. Una scelta che non convince le associazioni ambientaliste.

Nucleare, a Bosco attività di decommissioning verso la chiusura
BOSCO MARENGO – “Un importante momento di confronto, che abbiamo riattivato affinché diventi una consuetudine annuale per affrontare e discutere, in un’ottica improntata alla massima condivisione, i dati relativi allo smantellamento dei siti nucleari in regione”. L’assessore all’Ambiente della Regione Piemonte, Alberto Valmaggia, ha definito così il Tavolo della trasparenza per le attività di “decommissioning” degli impianti nucleari piemontesi, tra cui quello di Bosco Marengo, tenutosi giovedì 27 novembre a Torino.

All’incontro hanno preso parte, fra gli altri, il responsabile decommissioning Impianti Nord di Sogin, Davide Galli, la presidente della Commissione Ambiente del Consiglio regionale del Piemonte, Silvana Accossato, il direttore generale di Arpa Piemonte, Angelo Robotto, il responsabile del Servizio Controllo attività nucleari dell’Ispra, Lamberto Matteocci, oltre a rappresentanti di enti locali e associazioni ambientaliste.

Nel corso dell’incontro Galli ha riferito sulla situazione dei programmi per la messa in sicurezza e la disattivazione dei tre impianti nucleari piemontesi.

Stando a quanto riferito dal responsabile Sogin, l’impianto Fn di Bosco Marengo sarà il primo nel quale terminerà il decommissioning. Galli ha riferito che si è concluso lo smantellamento dell’impianto di ventilazione e dell’impianto di trattamento dei liquidi reflui. È, inoltre, terminata la manutenzione straordinaria di 611 “overpack” contenenti i rifiuti radioattivi, che saranno stoccati nel deposito temporaneo di Bosco, previsto per il prossimo anno, in vista del trasferimento nel deposito nazionale.

Un punto – quest’ultimo – su cui le associazioni ambientaliste alessandrine, in particolare Medicina Democratica, da tempo sono in conflitto: il timore è che il deposito nazionale sia ben lungi dall’essere costruito e che dunque l’impianto di Bosco Marengo diventi in pratica un deposito sine die di scorie nucleari.

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