Lunedì 22 Luglio 2019

Caso Amag: i sindacati preoccupati per il "marasma" del CdA

“L'implosione del CdA di Amag desta forti preoccupazioni e manifesta una evidente mancanza di governo e di governance da parte dell'amministrazione comunale”. Queste le parole delle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil sul caso scoppiato in Amag. A cui si aggiungono le dichiarazioni dell'ad Gian Piero Borsi...

Caso Amag: i sindacati preoccupati per il "marasma" del CdA
ALESSANDRIA - “L'implosione del CdA di Amag desta forti preoccupazioni e manifesta una evidente mancanza di governo e di governance da parte dell'amministrazione comunale”. Con queste parole le organizzazioni sindacali si pronunciano su quello che nei giorni scorsi è diventato il “caso Amag”. Desta ancor più preoccupazione, dato che si tratta dell'azienda “tesoretto" della città' e della prospettiva di gara alle porte, aggiungono i sindacati Cgil, Cisl e Uil. Per i quali è “difficile trovare attenuanti a tale responsabilità , tenuto conto che gli incarichi sono stati assegnati dall'attuale amministrazione, senza più retaggi del passato. E che il primo atto della nuova amministrazione avrebbe dovuto essere, invece del marasma attuale, la stabilita' di gestione, con linee chiare di indirizzo” hanno chiosato.

Come se non bastasse, si aggiungono le ultime dichiarazioni dell'amministratore delegato di Amag Gian Piero Borsi: “In data 26 luglio 2013 si è dimesso l’Ingegner Marco Neri, in conseguenza dell’entrata in vigore della nuova normativa riguardante la incompatibilità fra cariche dirigenziali in enti controllanti e controllati (D.lgs 39/2013); in data 20 dicembre 2013 si è dimesso l’ingegner Gian Piero Cerruti; infine in data 20 gennaio 2014 si è dimessa la consigliera Federica Monti con motivazioni precise e puntuali riguardanti la mancata convocazione del CdA Amag Spa da lei richiesta indirizzata al presidente il 9 ottobre 2013 e da lui disattesa, il cui contenuto prevedeva altresì specifiche richieste di alcuni comuni”. Il tutto per dire che “le dimissioni della Consigliera Federica Monti non sono state 'strane' come sono state definite dal presidente. Di 'strani' risultano altri comportamenti” sostiene Borsi.
Secondo l'Ad infatti non si è “seguito alla lettera lo Statuto”
che al Titolo IV- Consiglio di Amministrazione, all'articolo 19 comma 4 recita “Se nel corso dell’esercizio vengono a mancare uno o più Amministratori, il Consiglio provvede alla loro temporanea sostituzione, previo parere favorevole del Collegio sindacale” e nel comma 5 “Gli Amministratori così nominati restano in carica fino alla successiva Assemblea, che provvederà alla sostituzione dei mancanti. Gli Amministratori nominati dall’Assemblea scadono insieme a quelli in carica all’atto della loro nomina. Se viene meno la maggioranza degli Amministratori, quelli rimasti in carica devono convocare l’Assemblea perché provveda alla sostituzione dei mancanti, così come disciplinato dall’articolo 2386 del Codice Civile”.

Questo a dire “quali sono quindi i motivi per cui non è stato designato dal Comune di Alessandria, Socio di maggioranza, con tempestività il sostituto del vice presidente dimessosi in data 25 luglio 2013? Quali sono i motivi per cui non è stato designato dal Comune di Alessandria, Socio di maggioranza, con tempestività il sostituto del consigliere Gian Piero Cerruti dimessosi in data 20 dicembre 2013? Quali sono i motivi per cui non è stato convocato con tempestività il Cda Amag su questi importanti argomenti riguardanti il governo dell’Azienda?”.  “Non intendiamo, e non e' nostro compito, entrare nel conflitto scoppiato tra presidente e Ad – replicano i sindacati nel loro comunicato di “preoccupazione” - , anche se per dovere di cronaca non possiamo che ribadire la qualità delle relazioni sindacali che si sono sviluppate con l'ex Ad, al contrario che con l'irraggiungibile presidente”.

Ma altrettanto “scalpore” - che desta altrettanto timore nelle organizzazione sindacali – sembrano aver fatto le parole di Borsi in riferimento ai “mancati pagamenti del Comune e delle sue partecipate per i contratti relativi al 'piano calore', per l'ammortare di svariati milioni e già di competenza della attuale amministrazione (anni 2012 e 2013)”. “Stiamo di nuovo tornando nel girone dell'inferno e ripetendo la stessa storia, che il Comune si finanzia a danno delle partecipate?” si chiedono Cgil, Cisl e Uil. “Torniamo a ripetere che ci vuole trasparenza, chiarezza di obiettivi, salvaguardia del bene pubblico e del lavoro”.  Ma di cosa si tratta nello specifico? E' sempre l'amministratore delegato Gian Piero Borsi a scrivere: “come è noto Amag si è inserita nella massa passiva del dissesto del Comune di Alessandria per oltre 13 milioni di euro e ad oggi non si hanno notizie riguardo al recupero del credito. Per gli esercizi 2012 e 2013 il Comune di Alessandria non ha ancora pagato i corrispettivi relativi ai contratti del 'piano calore' pari a circa 6 milioni di euro; anche le aziende con contratto di servizio partecipate dal Comune di Alessandria oltre all’AMV di Valenza non hanno onorato i loro contratti di servizio.
Il Comune di Alessandria ha compensato per un importo di 1 milione di euro il proprio debito con il credito derivante dalla concessione per il servizio di distribuzione gas sul territorio del Comune. Il Servizio Idrico Integrato (acquedotti, fognature e depurazione) dal rendiconto dell’esercizio 2012 è risultato in perdita per circa 2,3 milioni di euro. La riduzione dei costi e l’adeguamento tariffario applicato secondo i provvedimenti dell’Autority consentiranno di riscontrare risultati migliori nell’esercizio 2013”. Questo è quanto spiegato da Borsi, che prosegue :“altro elemento di difficoltà e criticità è stata la drastica riduzione degli affidamenti bancari intervenuti negli esercizi 2012/2013 e tuttora in atto, creando situazioni di mancanza di liquidità. Allo stato attuale non è ancora emersa una inversione di tendenza da parte degli Istituti Bancari nonostante gli appelli delle alte cariche dello Stato e della Banca d’Italia ad incrementare il credito alle aziende.” Inoltre la grave crisi economica che sta attraversando l’Italia, ed in particolare Alessandria, ha creato gravi difficoltà alle famiglie ed alle aziende, difficoltà che hanno avuto e che hanno ripercussione sulle riscossioni relative alle forniture di acqua, gas, ed energia elettrica. “L’auspicio conclude Borsi - è che la Città di Alessandria esca rapidamente dalla condizione di dissesto finanziario per consentire e concorrere ad una ripresa delle attività economiche e finanziario”.
 

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