Mercoledì 21 Ottobre 2020

"In fuga da Spinetta per paura dell'inquinamento"

Il testimone di parte civile racconta il aula la “fuga” da Spinetta della famiglia. Madre e figlio operati di tumore. “Mio figlio e la compagna licenziati dopo aver firmato l'esposto in procura”

"In fuga da Spinetta per paura dell'inquinamento"
ALESSANDRIA – La paura, la malattia e la fuga. E' il racconto della testimone di parte civile (avvocato Laura Mara per Medicina Democratica) davanti al giudice Sandra Casacci in Corte d'Assise per il processo contro il polo chimico. La donna parla delle paure, diventate veri e propri stati d'ansia, e del licenziamento del figlio, insieme alla compagna, “dopo aver firmato con Medicina Democratica l'esposto in procura che denunciava l'inquinamento”. La famiglia abita a Spinetta dal 1956. Nel 2001 la “fuga” a Gamalero. “Sono scappata da Spinetta perchè avevo avuto informazioni dall'interno dello stabilimento che mi hanno spaventata. Ho scelto di andare a vivere in un comune che non si approvvigionasse dalla rete idrica di Alessandria”.
Le prime notizie sull'inquinamento in atto “risalgono agli anni '90”, ma la “conferma” - racconta la donna - arriva dopo che il figlio viene assunto dalla fabbrica, nel 2001: “arrivava a casa dal lavoro in uno stato ansioso. Aveva saputo dell'esistenza di discariche in cui era stato sotterrato il cromo esavalente che le piogge facevano riaffiorare. Ho iniziato a maturare la consapevolezza di aver assunto sostanze cancerogene”. Il figlio “è stato licenziato nel 2009, insieme ad altri tre lavoratori, tra cui la sua compagna. Tutti avevano firmato l'esposto in procura per denunciare l'inquinamento”. Lo stesso anno alla donna viene diagnosticato un tumore alla tiroide. Poco dopo anche il figlio sarà operato di una forma tumorale all'epidermide. “Ora devo fare 40 chilometri al giorno per andare a lavorare, prendo ancora ansiolitici. La mia vita è cambiata, non riesco più a fare cose semplici, che facevo prima, come leggere”.
Il primo testimone chiamato a deporre nell'udienza di ieri era stato il responsabile manutenzione Alessandro Cebrero. “Lo stabilimento investiva in manutenzione fino a 15 milioni di euro. Furono sostituite parti della rete dell'impianto di raffreddamento e il collettore della Bormida”. Ha mai avuto notizia di episodi di inquinamento, viene chiesto. “Appena arrivato, tra il '90 e il '91. Fui avvertito che c'erano carabinieri e vigili del fuoco lungo il fiume per della schiuma, dovuta probabilmente ad una fuoriuscita di tensioattivi. Altri episodi non ne ricordo”.

EDICOLA DIGITALE

sfoglia

abbonati

>

Le notizie più lette

La tragedia

“I Vincenti responsabili”. Il Gup: imprudente...

20 Ottobre 2020 ore 18:25
.