Giovedì 18 Luglio 2019

Vittoria Oneto: "dal binomio pubblico-privato il rilancio della Cultura in città"

Il neo assessore alla Cultura è uno dei più giovani che la città abbia mai conosciuto: 33 anni, una laurea al Dams di Torino, diverse esperienze in ambito museale e bibliotecario, fra le quali la presidenza della cooperativa Startal. Il suo compito? Ottenere il massimo dal connubio pubblico-privato

Vittoria Oneto: "dal binomio pubblico-privato il rilancio della Cultura in città"
Il suo nome è stato segreto fino all'ultimo e non è certo nella lista dei soliti noti: ci aiuta a conoscerla meglio? Qual è la sua esperienza con Startal?
Sì, è stato segreto fino all’ultimo, anche per me. Il sindaco mi ha chiesto la disponibilità qualche giorno prima della nomina. Abbiamo avuto negli ultimi anni diverse occasioni per collaborare quando era assessore in Provincia. Ho 33 anni sono di Alessandria, figlia di due impiegati e madre di una bambina di 1 anno. Mi sono laureata al Dams di Torino indirizzo storia dell’arte e nel 2006 ho fondato con altre due socie la cooperativa sociale Startal  che opera nel settore dei beni culturali tra il Piemonte e la Liguria. Oggi sono presidente dimissionario anche se la società non ha contratti con il Comune di Alessandria dal 2011.

Cosa l'ha spinta ad accettare un assessorato da sempre considerato "difficile" e ancor di più in un momento come questo, dove le risorse da dedicare alla cultura sembrano essere ai minimi termini?
E' una grande opportunità, come negarlo. Per una giovane donna, laureata in storia dell’arte, operatrice museale e culturale alla quale viene chiesto per le proprie capacità e competenze di fare l’assessore alla cultura nella propria città queste sono emozioni travolgenti. Poi perché difficile? Perché la cultura viene spesso sottovalutata, declassata ad affare poco importante? Perché le risorse sono insistenti? In questo momento non lo sono solo per la cultura. Per chi come me ha fatto della cultura il proprio lavoro oltre che la propria passione accettare questo incarico rappresenta una sfida che non si può non accogliere. La politica culturale deve diventare uno degli attivatori della comunità per uscire dall’ombra del dissesto.

Il compito che le ha assegnato Rita Rossa è quello di “ridefinire l’offerta culturale, a livello di gestione manageriale, attraverso il dialogo aperto con il privato”. Ci sono già strade percorribili per un'apertura alle partnership pubblico/privato? Quali saranno le linee guida che intende seguire?
Il binomio pubblico-privato è ormai presente da molto tempo, ciò che in un questo periodo storico è importante e fondamentale è il dialogo tra questi due soggetti, in particolar modo sul fronte della coproduzione dei progetti, la programmazione culturale che deve essere innovativa e coinvolgere le molteplici professionalità del territorio. Il settore culturale è in Europa importante fonte di occupazione. L’industria della cultura è attiva in diversi ambiti: cinema, audiovisivo, editoria, musica, arti applicate e altri ancora. Danno impiego a circa 7 milioni di europei e cosa molto importante rappresentano un veicolo di identità e diversità culturale. Il fund raising diventa lo strumento necessario con il quale questa amministrazione deve misurarsi.

Quali sono state le sue prime azioni da neo assessore?
Prima di tutto una scelta di metodo: mettere il cittadino al centro delle politiche culturali e aprire l’assessorato agli appassionati e ai professionisti. Infatti ho condiviso con i dipendenti e i dirigenti dell’amministrazione del settore questa scelta e penso di attivare nei prossimi 90 giorni dei tavoli di confronto su quelli che ritengo i temi fondamentali: libro e biblioteca, musica, musei e patrimonio culturale, teatro. Nei prossimi giorni sarà online la pagina facebook dell’assessorato e una mail dedicata alle proposte.

La sua nomina porterà anche novità per l'annosa questione del Teatro comunale, sempre più finito nel dimenticatoio?
Con la nomina della nuova Giunta il Sindaco ha presentato un crono programma che prevede la riapertura del Teatro nel 2015. In attesa di poter ridare il Teatro alla città si dovrà fare un’analisi approfondita sulla stagione teatrale in corso, sulla necessità e possibilità di sperimentare nuovi spazi e nuovi modi di fare teatro incontrando gli esperti e gli appassionati del settore, le compagnie e gli attori del territorio e non solo. Dovremo attivare tutte le risorse civiche per non disperdere il nostro patrimonio teatrale.

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