Mercoledì 21 Agosto 2019

Dal sangue, il collirio biologico "personalizzato"

Il centro trasfusionale dell'azienda sanitaria di Alessandria è un polo d'eccellenza non solo per la provincia. Dai “braccialetti” per i trasfusi al collirio che si estrae dal sangue per la terapia rigenerativa dei tessuti, ecco l'attività della struttura diretta dal primario Roberto Guaschino

Dal sangue, il collirio biologico "personalizzato"
ALESSANDRIA - C'è tutto un “mondo” dietro le porte dei laboratori del reparto di medicina trasfusionale del Santi Antonio e Biagio, c'è la vita. A spiegarci quel mondo, fatto di ricerca, tecnologia ma, soprattutto, tanto impegno, ci prova il primario Roberto Guaschino, che premette: “la raccolta e produzione degli emocomponenti è sicuramente la parte più importante di un centro trasfusionale, perché se non ci fosse questa attività, si fermerebbe tutto”. Attività che, di per sé, è molto complessa e rigidamente normata.
Dottore, magari partendo dai numeri chi non è del mestiere può capire meglio l'importanza di questo reparto..
In effetti se si dice centro trasfusionale di pensa in prima battuta al prelievo e trasfusione di sangue. Invece qui vengono prodotti 35 mila emocomponenti: globuli rossi concentrati, plasma, piastrine, prodotti per la medicina rigenerativa – in cui siamo i leader in Italia. E' una sorta di industria dove noi chiamiamo gli emocomponenti prodotti, ma in realtà non si 'producono': sono tutti contenuti nel sangue e, dopo il prelievo e il controllo, vengono solo 'separati'.

Il centro trasfusionale di Alessandria è leader per i prodotti di medicina rigenerativa. Ci può spiegare di cosa si tratta?
Sono quei prodotti biologici generati dal sangue per la rigenerazione dei tessuti, come ad esempio il gel piastrinico, il lisato piastrinico e i colliri biologici, ossia un prodotto ad uso oculistico derivato dal sangue del paziente stesso. Viene usato per la rigenerazione dell'epitelio corneale e per alcune sindromi. Grazie alla dottoressa Mazzucco, è un'attività partita come sperimentazione del comitato etico e che ora è accreditata in tutta Italia. Il Santi Antonio e Biagio è sicuramente l'unico centro in Piemonte dove viene prodotto il collirio biologico, e uno dei dieci in tutta Italia. Nel 2012 abbiamo avuto la richiesta da 148 pazienti, provenienti da tutta la Regione ma anche dalle regioni limitrofe, come la Lombardia.

L'attività propria trasfusionale resta però quella preminente....
Sì, esatto. Il nostro reparto serve tutte le strutture dell'Aso: l'ospedale civile, l'infantile, il centro riabilitativo Borsalino, e le due cliniche private, poiché per legge l'attività trasfusionale è solo pubblica. Come centro siamo tarati sull'alta complessità, siamo cioè attrezzati per gestire anche eventuali emergenze che prevedano un afflusso di pazienti superiori alla media. Questo anche perchè siamo funzionali a specializzazioni come l'infantile, il reparto di neurochirurgia, il trauma center e la cardiochirurgia.

Ed è tutto “certificato”, vero?
Sì, come centro abbiamo 5 accreditamenti, oltre all'Iso 9000, anche l'Efi (per le tipizzazioni), Jacie, Cnt – Cns (come centro trasfusionale trapianti) e l'accreditamento regionale.
Ad ulteriore garanzia di sicurezza per il paziente è stato introdotto un processo di sicurezza che previene gli errori. E' un progetto partito nel 2012 chiamato 'Secur blod': tutti i pazienti trasfusi vengono dotati di un braccialetto con codice a barre che può essere letto da un computer palmare. Al momento della trasfusione vengono letti in maniera incrociata i codici, i dati vengono incrociati e se c'è compatibilità si procede con la trasfusione. Sono circa 1000 le trasfusioni al mese e il margine di errore umano, con questo sistema, è ridotto praticamente a zero.

Il centro si occupa anche del prelievo di cellule staminali?
Sì, abbiamo l'autorizzazione per il prelievo di staminali allogeniche, sia da familiare che da non familiare. Dopo il prelievo inviamo i dati al data base, che è mondiale, e inviamo le cellule direttamente al centro trapianti. Anche per questa attività siamo tra i pochi in Piemonte ad effettuarla.

Una delle sue più grandi soddisfazioni?
Da due anni siamo autosufficienti come donazioni di sangue. Eravamo uno dei centri con le percentuali più basse della Regione, ora no. E' stato fatto un grande lavoro con le associazioni di donatori, che sono per noi un'interfaccia importantissima. C'è stata anche da parte loro un'inversione di marcia ed è giusto che venga riconosciuta. Sono state fatte campagne di sensibilizzazione a partire dalle scuole, punti di informazione in tutti i centrizona con banchetti dei volontari, insomma, il fatto che ora il centro sia autosufficiente è un grande risultato. Io sono solito dire che il donatore è il nostro fornitore privilegiato e va considerato con molta attenzione e rispetto. Siamo noi a chiedere una prestazione, non lui. A breve sarà inaugurato un centro prelievi nuovo che va proprio nella direzione di rendere migliore questo rapporto.

Esula probabilmente dai suoi compiti, ma un'idea su questo gran parlare di un ospedale unico (e nuovo) in Alessandria se la sarà anche fatta...
Intanto faccio una fotografia della situazione: in provincia, oltre al centro trasfusionale di Alessandria ci sono quelli dell'Asl a Casale, Acqui, Novi e Tortona. Parlare di un nuovo ospedale significa parlare di una sanità moderna e non dovrebbe essere fantascienza, ma un obiettivo da raggiungere attraverso investimenti che, in questo momento, mi sembra che siano improbabili.

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