Sabato 20 Luglio 2019

Arrestato in Colombia un latitante

Le indagini condotte anche dalla Squadra Mobile di Alessandria. L'uomo era inserito nell'elenco nazionale dei ricercati più pericolosi della 'ndrangheta calabrese

Arrestato in Colombia un latitante
ALESSANDRIA - Nella serata del 24 aprile, al culmine di complesse attività investigative, condotte in Italia e Oltreoceano delle Squadre Mobili di Alessandria e di Reggio Calabria, con il coordinamento del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, è stato rintracciato e catturato nella città di Medellín (Colombia) il latitante Domenico Trimboli, alias Pasquale, nato a Buenos Aires, legato ad ambienti di ‘ndrangheta della fascia jonica reggina (Natile di Careri e zone limitrofe). Trimboli era latitante dal 2009 quando era stato colpito da una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Reggio Calabria per traffico di stupefacenti e figurava nell’elenco nazionale, stilato dal Ministero dell’Interno, dei ricercati più pericolosi della ‘ndrangheta calabrese che, com’è noto, costituisce il maggiore sodalizio criminale che controlla i mercati nazionali della cocaina.

Il successo dell'operazione è il frutto del lavoro di squadra degli investigatori appartenenti a diversi Uffici della Polizia di Stato (centrali e delle Squadre Mobili di Reggio Calabria e Alessandria) e dell'opera di coordinamento svolta dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, con il Procuratore Capo Cafiero De Raho e dei magistrati titolari delle indagini Nicola Gratteri e Paolo Sirleo, rispettivamente Procuratore Aggiunto e Sostituto Procuratore della Repubblica. Nelle fasi precedenti alla cattura, secondo le indagini, sostenute dagli esiti giudiziari nei suoi confronti, si era appurato che il latitante vivesse, da qualche tempo, in una località della Colombia, dove si ritiene potesse vantare della libertà di movimento necessaria a organizzare esportazioni di ingenti quantitativi di cocaina verso i mercati clandestini italiani ed europei.

Pertanto, sono stati attivati tutti i flussi informativi dal Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza verso la Colombia, attraverso il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato che ha provveduto a interessare il collaterale Servizio Centrale per la Cooperazione Internazionale di Polizia incardinato nella Direzione Centrale della Polizia Criminale di Roma. A seguito di ciò, gli agenti della Polizia nazionale colombiana e dell’Interpol, appositamente allertati, hanno organizzato i servizi di pedinamento e osservazione tramite i quali, nella tarda serata del 24 aprile, si è arrivati alla localizzazione e alla cattura dell'uomo.

Trimboli trascorreva il suo periodo di latitanza dal 10 febbraio 2009 dopo essersi sottratto all’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip presso il Tribunale di Reggio Calabria per il traffico di sostanze stupefacenti, nell’ambito dell’operazione di Polizia Giudiziaria Chiosco grigio, condotta dalla Guardia di Finanza di Catanzaro, nel corso della quale sono stati deferiti all’autorità giudiziaria 35 soggetti, ritenuti responsabili, a vario titolo, dei delitti di traffico di stupefacenti. L’operazione Chiosco grigio, che prende il nome del luogo, sito ad Alessandria, in cui, abitualmente, alcuni degli indagati si davano appuntamento per discutere dei loro affari illeciti, ha consentito di fare piena luce sulle attività illecite di una organizzazione legata a alcune cosche della Locride; il gruppo era ritenuto capace di avere anche dei contatti con esponenti di spicco del traffico internazionale di droga dal Sud America al Medio Oriente.

Trimboli è un personaggio ben noto alle forze dell’ordine italiane e straniere, in quanto annovera pregiudizi per detenzione abusiva di armi, ma soprattutto per i reati in materia di sostanze stupefacenti in concorso con altri soggetti. In particolare, già nel 1992, era stato arrestato all'aeroporto di Fiumicino, poiché colpito da un provvedimento di unificazione degli ordini di esecuzione, emessi dalla Corte d’Appello di Milano e dalla Corte di Assise di Lugano per espiare pene residue per traffico di stupefacenti. Qualche anno dopo, nel 1997, Trimboli è stato nuovamente arrestato insieme ad altre 14 persone calabresi, del Nord Italia e colombiani (per i quali l'autorità giudiziaria reggina aveva avanzato richiesta di arresto provvisorio ai fini dell’estradizione), per traffico di stupefacenti, nel corso dell’operazione di Polizia Giudiziaria denominata Domingo, condotta dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria e dal Commissariato P.S. di Bovalino (Rc), su disposizione del gip del Tribunale di Reggio Calabria.

Trimboli è stato anche indicato quale referente dei potenti cartelli di Medellín (Colombia) per il traffico di ingenti quantitativi di droga dal Sud America all’Europa: non appena estradato in Italia, dovrà scontare una condanna, in via definitiva, alla pena di 12 anni di reclusione, 40 mila euro di multa e 3 anni di libertà vigilata, per un cumulo di pene relative a delitti in materia di droga, commessi in Italia ed all’estero.

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