Domenica 23 Febbraio 2020

"Chi assume un disoccupato paghi solo lo stipendio netto"

La detassazione per le imprese che assumono nuovo personale in questo clima pre elettorale la sottoscriverebbero in tanti. Ma il sindacalista alessandrino Mauro Traverso (Cisl) questo percorso lo propone da un anno: “da Berlusconi a Balduzzi, in tanti hanno in mano il mio progetto: mi risponderanno?”

"Chi assume un disoccupato paghi solo lo stipendio netto"
ALESSANDRIA - L’idea gli girava in testa da tempo, anche perché di lavoro e diritti dei lavoratori Mauro Traverso (esponente della segreteria provinciale Cisl di Alessandria, nella foto) si occupa da sempre. Ma nell’ultimo anno (“diciamo dall’avvento del governo Monti, a fine 2011”) ha deciso di renderla sistematica, trasformandola a marzo 2012 in una analisi articolata in alcune cartelle, corredate da tabelle e numeri molto chiari. “E ho tentato di diffondere la proposta in molteplici direzioni: all’interno del sindacato ma anche del mondo politico nazionale”.
Nelle scorse settimane c’è anche chi lo ha un po’ ‘stuzzicato’, con affermazioni del tipo “Berlusconi ti ha rubato l’idea”, ma il sindacalista alessandrino sorride. “Non è quello il punto: le idee circolano, il mio progetto l’ho in effetti spedito tra gli altri anche all’ex premier e a Mediaset, quindi può essere che, se non lui, qualche suo collaboratore l’abbia letto, o almeno me lo auguro. Ma, ripeto: a me interesserebbe che si aprisse un dibattito, e che mi si dicesse se è una strada percorribile o no: naturalmente con tutti gli aggiustamenti e le limature del caso”.
Vediamo allora, prima di tutto, di cosa stiamo parlando. “Dato il contesto di recessione in cui si trova l’Italia – spiega Traverso – mi pare evidente che il problema assoluto, prioritario è quello di rilanciare l’occupazione, e di stimolare la ripresa economica. Senza questo elemento, continuare ad aumentare le tasse e a ‘spremere’ i contribuenti oltre ogni sopportabilità ci condurrà ad un disagio sociale sempre più diffuso, e già oggi assai palpabile, anche in realtà come Alessandria”.
Qual è secondo il sindacalista Cisl la via d’uscita? Semplificando al massimo: consentire alle imprese, per un periodo limitato (“penso a 3 anni, e in tutti i settori piuttosto che in comparti e territori definiti. Questi sono tutti elementi da valutare”) di assumere nuovi dipendenti, pagando loro soltanto lo stipendio netto in busta paga: “il resto – spiega Traverso – sarebbe contribuzione figurativa, sia sul fronte fiscale che previdenziale. E’ vero che ciò rappresenterebbe nell’immediato un mancato introito per lo Stato: ma intanto questi lavoratori, se cassintegrati, smetterebbero di essere un costo su quel fronte, e poi soprattutto diventerebbero un soggetto attivo sul fronte dei consumi, rappresentando un vòlano per l’economia”.
Traverso, nel calcolare con attenzione tutte le diverse voci della busta paga, ha considerato un costo aziendale per ogni singolo lavoratore del 181% (ossia, fatto 100 quel che mette in tasca il dipendente, l’azienda sborsa 181), “ma è senz’altro un calcolo per difetto, che ad esempio non considera il tfr: più realisticamente oggi si arriva, in molti comparti, ad un costo complessivo del 214%: è evidente che la dinamica va in qualche modo modificata, se vogliamo che davvero il circuito economico torni ad essere virtuoso”.
Una proposta, quella di Mauro Traverso, che negli ultimi mesi è arrivata su diverse scrivanie “di peso”, e che del resto si inserisce in un contesto economico che in tanti vorrebbero, almeno a parole, intervenire con procedimenti d’urgenza, per tentare di dare una “scossa” al mondo del lavoro. “Sia chiaro – precisa Traverso – che io non pretendo di essere riconosciuto come l’unico cervello che ha individuato la soluzione vincente: ci mancherebbe. Però mi piacerebbe che su questa proposta se non altro si aprisse un dibattito, e che venisse esaminata davvero: chi l’ha detto che le soluzioni efficaci devono per forza partire dai ministeri romani, e che non possono arrivare dalle forze sociali e sindacali, e magari da una provincia disastrata come la nostra?”.
Motivazione e tenacia nell’argomentare il suo punto di vista a Mauro Traverso davvero non mancano, e a quanto pare neppure una certa testardaggine: “ho consegnato mesi fa, durante un convegno a Torino, la mia proposta a Giorgio Santini, dirigente nazionale Cisl e candidato alle prossime elezioni politiche. Lo stesso documento l’ho fatto arrivare alla segreteria del ministro Fornero, e direttamente al ministro Balduzzi che, anche se non di sua diretta competenza, mi ha assicurato che lo avrebbe veicolato a chi di dovere”. Nel frattempo, appunto, pare che la proposta “keynesiana” di Mauro Traverso sia arrivata anche sulla scrivania di Silvio Berlusconi, o comunque al suo staff. “Non cerco medaglie – sorride il sindacalista alessandrino –, si figuri: a marzo scadrà anche il mio mandato in Cisl, e continuerò a dare una mano se e come ci sarà bisogno. Semplicemente, data l’eccezionalità del momento che sta vivendo l’Italia, credo non ci sia davvero altro tempo da perdere, e mi auguro che, chiunque vinca le elezioni, lo abbia ben presente: il mercato del lavoro sta declinando a ritmi mai visti, e ha davvero bisogno di provvedimenti urgenti, ed efficaci. I lavoratori lo sanno bene: speriamo lo capiscano anche i politici”.

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