Lunedì 16 Settembre 2019

Partecipate: "e ora riorganizziamo"

Dopo lo scampato pericolo, si pensa a come “evitare che si verifichino altre emergenze”. Maggioranza compatta sulla necessità di una “riorganizzazione complessiva” ma con qualche distinguo: i Moderati chiedono (moderatamente) le dimissioni di presidenti e direttori Atm ed Amiu

Partecipate: "e ora riorganizziamo"
“Riorganizzazione delle partecipate”, “solidarietà nei confronti dei dipendenti” e “pieno appoggio al sindaco Rita Rossa” sono i tre concetti che il giorno dopo la tempesta sono andati per la maggiore nelle stanze della politica alessandrina. La maggioranza è consapevole che se per il mese di agosto e, forse settembre, una pezza è stata messa, “non ci si può più permettere di trovarsi nuovamente in una situazione di emergenza”, con i dipendenti delle partecipare che rischiano di non ricevere lo stipendio e minacciano il blocco dei servizi. “La mano è stata chiusa ma la partita resta aperta. Occorre mettere i paletti a posto”, per dirla con le parole di Daniele Borioli, segretario provinciale del Pd.
Il gruppo dei Moderati in consiglio comunale è il primo a dire la sua, con Cesare Miraglia che esordisce cripticamente: “Piena solidarietà al sindaco Rita Rossa che è sotto bersaglio. Ciascuno deve fare la propria parte per uscire da questa situazione ma lei ci metta nelle condizioni di poter lavorare”.E ancora: “alle presidenze e dirigenze in seno alle partecipate espressione della passata amministrazione chiediamo di fare una riflessione e un passo indietro. C'era il tempo per denunciare e far presente situazioni a rischio”. Miraglia sostiene che ci siano responsabilità specifiche, anche se di nomi non ne fa esplicitamente (“perchè siamo moderati e non vogliamo alzare il tono della polemica”, dice ma dà tutti gli elementi per completare il quadro, come in rebus in cui la soluzione si trova semplicemente alla pagina successiva).
Per Atm “non è stato fatta la riorganizzazione delle linee e un servizio come quello a chiamata, per il quale è stato concesso un finanziamento da parte della Regione, è stato lasciato cadere nel vuoto, con il rischio anche di perdere i finanziamenti”. Per Amiu “è stato fatto un passo indietro sul porta a porta e questo ha comportato altri costi. Inoltre si è rilevata sbagliata la scelta di Iren come partner”. Diego Malagrino annuncia che chiederà al Sindaco “di fare una verifica attenta delle scelte fatte nelle partecipate negli ultimi 5 anni. Se ci saranno da fare dei tagli, si deve iniziare dal vertice (quindi Cabella – Calzizano per Atm e Bocchio per Aimiu, ndr)”.
Borioli, che parla per la coalizione rappresentata da Daniele Coloris per Pd, Franco Gabriele per Idv, lo stesso Miragli dei Moderati, Filippo Zaio per la lista Insieme per Rossa (assenti giustificati, così è stato detto, Sel e Rifondazione) non coglie la palla e lascia cadere la questione dimissioni. “Occorre fare il punto azienda per azienda, confrontandosi anche con i commissari. Alcuni cambiamenti sono stati fatti, altri dovranno essere fatti per effetto della spending review che impone nuovi parametri per i consigli di amministrazione delle aziende”, spiega.
Rita Rossa si spinge un poco più avanti: “E' ovvio che i cambiamenti dovranno riguardare anche i vertici. Quel che posso dire è che mi affiderò a persone competenti, al di là degli schieramenti politici. Abbiamo senso di responsabilità e non vogliamo mettere nessuno in difficoltà. Si aprirà ora una fase di verifica di dati per arrivare alla stesura di nuovi piani industriali”.
Coloris azzarda: “è evidente che queste aziende sono state gestite male in questi anni ed occorrerà intervenire anche se le operazioni che ci attendono sono complicate”.
Borioli preferisce parlare di “riorganizzazione complessiva” ma, soprattutto, di un “patto per Alessandria” che coinvolga tutte le istituzioni, a partire dallo Stato attraverso i parlamentari e tutti i canali possibili, per rivedere le norme legate alla gestione del dissesto (“applicate per la prima volta ad Alessandria”, dice). Occorre cioè trovare “canali privilegiati per ottenere in modo rapido i trasferimenti dovuti per poter dare ossigeno alle casse”, e studiare come smobilizzare in tempi brevi il patrimonio “magari con anticipi della cassa depositi e prestiti che potrebbe entrare direttamente nelle società del partecipate”. Ma il tempo stringe e la partita, per tornare alle parole di Borioli, “resta aperta”.

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