Lunedì 23 Settembre 2019

Dissesto: provvedimento drammatico. "Basta finanza creativa. Ora si riparte"

Sindaco e assessore al Bilancio hanno relazionato sulla pronuncia arrivata ieri dalla Corte dei Conti di Torino. Ora, entro 20 giorni, sarà il Consiglio a dover dichiarare il dissesto. Rossa: "questa è la situazione drammatica lasciata da Fabbio". Bianchi: "ora si userà la calcolatrice e non la fantasia. Possiamo ripartire"

Dissesto: provvedimento drammatico. "Basta finanza creativa. Ora si riparte"
Nella mattinata di ieri, giovedì 28 giugno, è arrivata la tanto attesa pronuncia della sezione Controllo della Corte dei Conti: “il perdurante inadempimento del comune di Alessandria nell’adozione di misure correttive idonee” ha portato alla sussistenza delle condizioni di dissesto come detta l’articolo 244 del Tuel. “Una giornata drammatica – l’ha definita l’assessore al Bilancio Pietro Bianchi – ma dalla quale bisogna provare a cogliere delle positività”. L’assessore si dice sicuro che Alessandria “ha le capacità per ripartire, proprio da qui”.
Il sindaco Rita Rossa ha già istituito una “unità di crisi” che avrà un carattere di lavoro permanente. Ha inoltre già avviato il dialogo con il prefetto, cui è stato affidato il compito – per legge – di notificare la pronuncia della Corte ai membri del Consiglio comunale che dovranno entro 20 giorni al massimo dichiarare il dissesto. “Non c’è discrezionalità per l’amministrazione – ha dichiarato Rita Rossa – è la legge che ci impone cosa fare ora”. Il lavoro non sarà svolto però solo dal tavolo di crisi, ma rappresenterà un vero e proprio coordinamento con tutti i dirigenti e gli uffici per un confronto con l’intera struttura che dovrà mettere in luce le “priorità”, ovvero la salvaguardia dei servizi e delle fasce più deboli della società, “per fare in modo che la città non si fermi”. Quella esposta dal primo cittadino è una politica di sviluppo, ma anche di sicurezza che deve rappresentare una “speranza per il futuro”. E l’intenzione è quella di coinvolgere la città: “abbiamo bisogno in un momento così difficile dell’aiuto di tutti – ha precisato il sindaco – Privilegeremo la legittimità e la trasparenza nei confronti dei cittadini, che speriamo si stringano intorno a Palazzo Rosso (metaforicamente si intende)”.
La sentenza della Corte prende in esame i bilanci del 2010 e del  2011: “Tra buco di bilancio e debito ci sono più di 100 milioni come risultato di gestione della precedente amministrazione”: Rita Rossa infatti lo definisce un provvedimento “molto pesante”, se si considerano poi le conseguenze anche del mancato rispetto del Patto di Stabilità sia per l’anno 2010, che per il 2011. Per il primo caso saranno tagliati 3 milioni di trasferimenti dallo stato come “penale” per il mancato rispetto del patto, mentre le previsioni per il 2011 sono anche peggiori: si parla di 8 milioni in meno di trasferimenti statali. “Si tratta di un disastro finanziario epocale e la città si può salvare solo riprendendo il filo della legalità e del risanamento”. Il sindaco ha poi aggiunto: “noi non rivendichiamo spirito di vendetta, ma di giustizia sì: spero che le responsabilità, che altri devono giudicare, non passino impunite, perché questi sono stati anni di gestione tragica”.
E’ l’assessore al Bilancio a tornare sulla definizione di “finanza creativa” che ha caratterizzata per lungo tempo la precedente amministrazione comunale. Bianchi riporta l’esempio del fallimento di Lehman Brothers nel settembre 2008: “qui ci siamo resi conti che la finanza creativa non porta a nulla. Il rammarico è che ad Alessandria questo caso non sia stato di esempio”. L’assessore al Bilancio fa un excursus (riportato nella pronuncia dalla Corte dei Conti) dei disavanzi di amministrazione dal 2007 al 2011: da 4 milioni 500 mila del 2007, ai 2 milioni 399 mila del 2008, ai 6 milioni 156 mila del 2009, fino ai 10 milioni del 2010. Per il 2011 – dove dovevano essere 19 – la Corte ne calcola 36 milioni 995 mila euro. Qui sarebbero comprese le somme che sono state “bloccate” attraverso i provvedimenti della nuova Giunta Rossa. “Tragici i patti parasociali della gara Amiu/Iren, oltre ai 15 milioni di canoni anticipati – ricorda Bianchi – Poi i soldi vincolati del ponte Meier, spariti da una tesoreria per andare a finire in un altro istituto di credito. Ma l’aspetto forse ancora più ‘tragicomico’ è rappresentato dai debiti fuori bilancio (26 milioni) che è per il 60% con tre partecipate (Amiu/Atm/Amag): qui da una parte il debito viene iscritto, ma dall’altra si sostiene di avere ottenuto un credito!”. Insomma la finanza creativa di questi anni è stata ben rappresentata dalla frase di Bianchi: “è come se gli ex amministratori avessero nel tempo ipotecato la casa, ma per comprarsi abiti firmati”. Su alcune questioni, ha proseguito l’assessore, “è come se per mettere a posto il bilancio 2011 avessero preferito un ‘falso risultato immediato, per un vero disastro poi al termine”.
“E poi leggo che l’ex sindaco dice che il dissesto l’abbiamo provocato noi con i nostri provvedimenti straordinari?”, sentenzia Bianchi. L’ex primo cittadino Fabbio, proprio ieri su Alessandrianews, aveva infatti dichiarato “credo che questa decisione si possa leggere come conseguenza dei primi interventi della Giunta Rossa. Noi avevamo trovato un sistema per evitarlo, ma con 4 o 5 delibere ben assestate da parte della nuova maggioranza il nostro tentativo è stato reso vano”. Bianchi e anche il sindaco stesso hanno tenuto a ribadire come i loro provvedimenti fossero necessari, urgenti, straordinari e soprattutto in linea con le richieste che in diverse pronunce aveva fatto la sezione Controllo di Torino. “Questo stato di dissesto è solo la conseguenza della situazione disastrosa che hanno lasciato Fabbio – ha dichiarato Rita Rossa – e la sua amministrazione, dopo una gestione ‘creativa’ per 5 anni”. E proprio a questo proposito l’assessore Bianchi conclude: “vi assicuro solo una cosa: non ci sarà più nulla di creativo in questa amministrazione. Useremo la calcolatrice e non la fantasia!”.

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