Sabato 24 Agosto 2019

"Dalla Guala Closures proposta inaccettabile"

Cils e Uil rifiutano la proposta di un patto in deroga per gli interinali impiegati nella Guala Closure: “Non ci sono i presupposti per accettare. L'obiettivo deve essere la stabilizzazione”. Dalla protesta di “sfila” la Cgil che non partecipa alla conferenza stampa

"Dalla Guala Closures proposta inaccettabile"
“No all'utilizzo eccessivo del lavoro somministrato (gli interinali, ndr)”. Lo dicono i delegati Cisl e Uil  Michele Muliere, Roberto Marengo e Elio Bricola (nella foto) durante una conferenza stampa convocata insieme con Cgil che, però, non si è presentata all'appuntamento. 
Alla base della contestazione c'è “la proposta a nostro avviso inaccettabile della Guala Closures di sottoscrivere un patto in deroga per portare da 44 mesi a 72 mesi non continuativi di impiego di lavoro somministrato, da applicare anche per tutti i nuovi entrati. Non ci sono i presupposti per una deroga al contratto nazionale e c'è il rischio che si crei un precedente che funga da esempio anche per il fatto che il presidente dell'azienda è anche il presidente degli industriali alessandrini”, spiegano i sindacati.
Una proposta similare “venne avanzata già anni fa. All'epoca si parlava di 20 interinali. La nostra risposta fu negativa. Oggi la richiesta è per 6 lavoratori impiegati in Guala già da 32 o 38 mesi e da estendere a tutti i nuovi ingressi. La direzione dell'azienda è tornata l'altro giorno a riproporre l'accordo alle rsu, adducendo come contropartita la possibilità di assumere, eventualmente, uno dei sei. Di fronte al nostro no, i sei sono rimasti a casa, quando avrebbero potuto invece essere impiegati per altri mesi e proprio ieri sono stati chiamati altri 3 interinali”.
I presupposti per accettare un patto in deroga, secondo Cils e Uil “non ci sono” poiché l'azienda non versa in condizioni di difficoltà e non ha avviato nuove linee di produzione o nuovi reparti, due elementi che avrebbero potuto invece fare prendere in considerazione la proposta. “Il nostro obiettivo deve essere quello di stabilizzare i lavoratori. La piattaforma, approvata e sottoscritta anche Cgil, che verrà discussa a fine anno in occasione del rinnovo del contratto nazionale di lavoro, prevede, piuttosto, l'utilizzo dell'apprendistato che offre in migliori garanzie rispetto al lavoro somministrato. La proposta del patto in deroga è scandalosa”.
“Le alternative c'erano: si chiamano stabilizzazione a maggior ragione in una azienda che vanta solidità e che sta aprendo nuovi stabilimenti in tutto il mondo (ma in Italia ha da poco chiuso quello di Basaluzzo)”, sottolinea Muliere il quale si sofferma anche sull'assenza dei delegati Cgil: “faccio francamente fatica a capire, visto che proprio l'altro giorno erano in piazza per protestare contro l'approvazione della riforma del lavoro”.
Aggiunge Bricola: “ci dispiace per i 6 lasciati a casa. Ma accettando avremmo aperto la strada che metteva a repentaglio tutti. Se ci fosse stata la volontà, Guala Closure poteva innanzitutto utilizzare ancora quel margine di tempo per i sei. L'impressione è che vogliano farsi scudo dei lavoratori per attribuire la responsabilità al sindacato. Quei lavoratori avevano il diritto ad essere reintegrati”.

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