Lunedì 18 Ottobre 2021

Alessandria

Alegas: visioni contrastanti sulla vendita? "Necessario sapere dove andranno i soldi"

Confronto tra vertici e consiglieri in commissione Bilancio

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Paolo Arrobbio (in primo piano), il sindaco Cuttica di Revigliasco e Adelio Ferrari (AD Amag, sullo sfondo)- foto Ammazzalorso

ALESSANDRIA - La commissione Bilancio sul Documento unico di programmazione con le deleghe dell'ormai ex vicesindaco Davide Buzzi Langhi è andata in scena martedì. Alla presenza anche dei vertici del gruppo Amag (richiesta dalla minoranza) visto il tema incalzante e per nulla conciliante anche all'interno della stessa maggioranza di governo che è la vendita di quote di Alegas (l'80%).

"Si tratta della ricerca di un partner economico e non di vendita - ha più volte ribadito l'ex sindaco - scelta necessaria vista la strada che si sta intraprendendo a livello nazionale sul mercato libero". Ad avvallare questa necessità, "perché così Alegas non potrebbe più sorreggersi" è stato - con numeri alla mano di margini di guadagni - anche il presidente Arrobbio (prima su gas margine era 43% su una bolletta da 100 euro, oggi è del 22%). 

La preoccupazione e alcune domande sono state poste dalla minoranza, dalla ex sindaco Rita Rossa: il piano industriale nel quale è contenuta questa operazione Alegas e i suoi risvolti? La salvaguardia del personale? Ma anche costi dell'operazione che per ora si è arenata del project financing della smart city e delle sponsorizzazioni che si stanno dando? 

"Personale, niente rischi"

Una lunga spiegazione del presidente Arrobbio ha subito rassicurato sul personale: "Oggi ci sarà incontro coi sindacati, ma ci saranno molti pensionamenti nei prossimi anni (circa 40) e quindi non c'è pericolo di esuberi per i 12 lavoratori di Alegas (di cui due già in distaccamento ad Amag Ambiente). Ma anzi saranno assorbiti dalla holding Amag". Tutto confermato anche dall'amministratore delegato Adelio Ferrari, che sembra essere più preoccupato per alcune figure dirigenziali mancanti e per quella del dottor Pasero prossimo alla pensione.

Da qui uno scontro violento prima con Arrobbio, ma per un "qui pro quo", un malinteso nato da una incomprensione del presidente rispetto alle parole pronunciate dall'Ad. Ma poi su questa questione i torni si sono scaldati anche con il consigliere Pd, Enrico Mazzoni. "Se hai la delega al personale, hai questa situazione, ma non fai nulla? Sei tu che prendi i soldi a fine mese, pensa e programma assunzioni... fai bandi..." si è rivolto così a Ferrari. 

Che nella franchezza dei toni è stato quello che ha palesato in modo diretto quello che la minoranza per prima si voleva sentire dire. "Dietro alla domanda del piano industriale, che è poi un grande libro con tante parole, c'è quella schietta di dove andranno i soldi della vendita di Alegas? Come saranno spesi?".

"Cosa succederà post vendita?"

"Esatto. vogliamo sapere se servono per investimenti in altri settori o per coprire le quote del piano di riequilibrio. Perché si sta vendendo un patrimonio pubblico e non c'è alcuna chiarezza - ha precisato Rita Rossa - Come se non bastasse, nonostante la richiesta di venire ad informare i consiglieri, fatta dalla stessa maggioranza (Pavanello?) in Consiglio comunale prima dell'uscita del bando, l'avviso di manifestazione d'interesse è già stato approvato dal CdA di Amag (lunedì, ndr)". 

Contrario alle sponsorizzazioni all'Alessandria Calcio, "visto il momento" sempre l'Ad Ferrari. "Io ho votato contro, i verbali del CdA lo confermano". 

Insomma posizioni divergenti? "Io credo che per Alegas sia necessario un partner industriale, non finanziario" ha concluso l'amministratore delegato. Più convinto della strada intrapresa è il presidente Arrobbio. Così come l'ex vicesindaco Buzzi Langhi. 

"Ma anche in giunta non sembra esserci omogeneità di vedute. Eppure avete già fatto uscire il banco in Amag". Il riferimento della consigliera Rossa è a un'uscita sui social dell'assessore Barosini che ha espresso perplessità per questa operazione, a pochi mesi dalle elezioni. "Direi che in giunta il coro era compatto, se poi a distanza di poco tempo, su Facebook, per campagna elettorale si dice altro, poco importa. L'amministrazione parla con atti e documenti" ha sentenziato Buzzi Langhi

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