Domenica 01 Agosto 2021

Novi Ligure

La gang dei ristoratori: pene ridotte dalla Corte d'Appello

A Domenico Dattola inflitti 13 anni, 10 mesi e 15 giorni. Assolto l'allora titolare del Bunet

La gang dei ristoratori: pene ridotte dalla Corte d'Appello

La conferenza stampa congiunta Carabinieri - Guardia di Finanza durante la quale venne illustrata l'operazione Monopoli

NOVI LIGURE - A inizio dicembre 2018, un'azione congiunta tra Carabinieri e Guardia di Finanza portò alla luce un'infiltrazione criminale nel tessuto economico del Novese attraverso la gestione di attività di ristorazione gestite mediante l'utilizzo di prestanome ai quali venivano intestate quote o cariche societarie. A conclusione dell'operazione denominata Monopoli finì in carcere Domenico Dattola, altre dodici persone vennero denunciate. 

A un anno dalla sentenza di primo grado, molte delle pene inflitte dai giudici alessandrini sono state ridimensionate dalla Corte d'Appello di Torino. Il dispositivo è stato letto oggi.

A Domenico Dattola, il ristoratore novese accusato di estorsioni, spaccio di droga e intestazioni fittizie sono stati inflitti 13 anni, 10 mesi e 15 giorni (in primo grado era stato condannato a vent'anni). 

Alla moglie di Dattola, Carmen Scaffini, sono state concesse le attenuanti generiche: la pena è scesa a 7 anni (15 anni e 6 mesi quella inflitta dal Tribunale di Alessandria). Entrambi erano già stati assolti da alcuni reati contestati nel lungo capo di imputazione. Per la Procura alessandrina, la moglie di Dattola ebbe un ruolo determinante negli affari dopo l’arresto del marito.

Riduzione della pena anche per Jasmine Bellardino (figlia di Carmen Scaffini): 1 anno e mezzo di carcere (due anni in primo grado con sospensione condizionale della pena e non menzione).

Giuseppe Ferrari, l'allora titolare del Bunet, difeso dall'avvocato Alexia Cellerino, è stato assolto: gli erano stati inflitti tre anni e sei mesi. 

Un anno e mezzo a Duilio Pisanu (era stato condannato a due anni con la sospensione condizionale e la non menzione).

Confermata la pena a tre anni e sei mesi per Salvatore Romano, come pure i quattro anni a Marcello Chiappetta (per reati di droga).

Dattola, Scaffini e Bellardino erano difesi dagli avvocati Aldo Mirate e Pescaramone; Romano dall'avvocato Piero Monti; Chiappetta dall'avvocato Moretto.

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