Mercoledì 23 Giugno 2021

Sanità

L’ambulatorio di Cardiologia pediatrica del Cesare Arrigo

All’Infantile per assicurare la gestione globale dei piccoli pazienti

L’ambulatorio di Cardiologia pediatrica del Cesare Arrigo

ALESSANDRIA - Aperto quasi a metà del 2018, pienamente operativo l’anno successivo. Poi arriva la pandemia, ma nonostante un lungo anno di emergenza, nel 2020, sono stati eseguiti circa 2.500 esami strumentali e 1.500 visite. L’ambulatorio di Cardiologia pediatrica dell’ospedale infantile ‘Cesare Arrigo’ è uno dei centri di specializzazione dell’azienda ospedaliera di Alessandria. I pazienti arrivano dal Quadrante di Alessandria e Asti (area di riferimento), ma anche da altre province del Piemonte (Novara, Vercelli, Cuneo, Torino) e dalla Lombardia. Le uniche due cardiologie pediatriche riconosciute in regione sono ad Alessandria e a Torino.

L’ambulatorio fa capo alla Pediatria e Pronto Soccorso Pediatrico, diretta da Enrico Felici. Una struttura che sta conoscendo un costante potenziamento dell'offerta specialistica pediatrica multidisciplinare che si è concretizzato, per esempio, con la nascita del Centro per la patologia digestiva pediatrica “Umberto Bosio”, focalizzato su un gruppo omogeneo di malattie con l’obiettivo di facilitare l’acquisizione e il mantenimento di approcci rispettosi di protocolli condivisi e sviluppati in rispetto delle principali linee guida e conoscenze internazionali (il Centro si colloca all’interno dell’Infrastruttura Ricerca, Formazione e Innovazione guidata da Antonio Maconi).

«Stiamo lavorando molto e sono davvero soddisfatta. La presenza di specializzandi ci aiuta perché senza di loro non sarebbe possibile fare ricerca». Sì, perché Francesca Cairello, dal 2018 all’ambulatorio cardiologico pediatrico dopo una esperienza in terapia intensiva neonatale, non ha proprio intenzione di fermarsi. «Il prossimo obiettivo - spiega - è quello di portare ad Alessandria l’ecocardiografia fetale (un accurato studio del cuore utile al riconoscimento in utero di malformazioni e cardiopatie congenite). Circa il sessanta per cento delle cardiopatie non sono riconosciute. Una diagnosi precoce consente di programmare l’intervento chirurgico, immediatamente dopo il parto, ed è l’unica soluzione per risolvere il problema». Cairello, specializzazione in Pediatria a Pavia, inizia a occuparsi di cardiologia pediatrica prima a Pavia poi all’unità di Cardiologia Pediatrica del Great Ormond Street Hospital a Londra, dopo avere conseguito la “Echocardiography in Congenital Heart disease  certification” passa all’unità operativa di Cardiologia Pediatrica dell’istituto ‘Gaslini’ di Genova e diventa dirigente della divisione di Cardiologia pediatrica. Infine, il trasferimento ad Alessandria e l’avvio dell’ambulatorio di cardiologia.

È affiancata da Silvia Magrassi, pediatra con una esperienza prima all’Asl Al e dal 2017 all’ospedale infantile. «Il ‘Cesare Arrigo’ - affermano - ha una grande potenzialità di crescita perché è in grado, come pochi altri in Italia, di assicurare la gestione globale dei piccoli pazienti. Nel nostro caso dell’ambulatorio c’è la cardiologia, ma anche la pediatria perché l’approccio deve essere specialistico e multidisciplinare. Anche i profili infermieristici la specializzazione è fondamentale, anche perché affrontiamo non solo casistiche delicate, ma anche una complessità sociale che impone comportamenti e attenzioni finalizzate a gestire nel migliore dei modi le relazioni con la famiglia. I pazienti devono essere seguiti anche a casa, mentre assumono la terapia. Ed è quindi indispensabile costruire un rapporto stretto con i genitori per aiutarli anche nelle piccole cose quotidiane, come regolare il dosaggio di un farmaco o molto semplicemente rispondere, con una telefonata, ai loro dubbi o preoccupazioni».

La cardiologia pediatrica ha poi affrontato «una decina di casi di complicanze da covid-19», come racconta ancora Francesca Cairello: «Abbiamo curato i piccoli pazienti senza trasferirli in altri ospedali pediatrici. La competenza che abbiamo sviluppato ci ha permesso di affrontare queste situazioni decisamente nuove e senza molta letteratura».

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