Martedì 20 Aprile 2021

Dossier Spinetta

Solvay e ampliamento cC6O4: ora c'è la firma ufficiale della Provincia

L'Arpa controllerà l'esecuzione delle condizioni poste. Il sì nel pieno dell'inchiesta

Solvay e ampliamento cC6O4: ora c'è la firma ufficiale della Provincia

Palazzo Ghilini, dove ha sede l'Amministrazione provinciale

ALESSANDRIA - Ampliamento produzione cC6O4 da parte di Solvay: l'autorizzazione ora è arrivata formalmente. La Solvay potrà iniziare a produrre in maggior misura la nuova molecola cC6O4 purché si attenga alle condizioni imposte dalla Conferenza dei Servizi che aveva dato parere favorevole lo scorso ottobre.

Prima di avviare i motori di una produzione "maggiorata" della molecola di nuova generazione Pfas sarà però Arpa a dover controllare che la multinazionale abbia eseguito tutto ciò che gli è stato chiesto.

L'ingegner Claudio Coffano, responsabile settore Ambiente della Provincia, spiega che nell'atto autorizzativo sono state poste tutte le condizioni elencate dalla Conferenza dei Servizi. "Solvay - sottolinea Coffano - potrà produrre in base alle condizioni che sono nell'atto", che però non sono state comunicate al nostro giornale.

"Abbiamo adottato l'autorizzazione e l'abbiamo trasmessa al Suap (lo sportello unico per le attività produttive del Comune di Alessandria)". La comunicazione a Solvay passa proprio attraverso Palazzo Rosso

Chi controlla che Solvay adempia alle condizioni imposte dagli Enti? "L'attività di controllo sarà l'Arpa - continua  l'ingegner Coffano - L'Agenzia ambientale dovrà accertare che Solvay abbia eseguito concretamente tutto".

La Solvay, dunque, aumenterà la produzione di cC6O4. La firma definitiva della Provincia arriva nel pieno di un'inchiesta bis della Procura della Repubblica di Alessandria e dei Carabinieri del Noe (nucleo operativo ecologico) che stanno indagando per un'ipotesi di disastro ambientale e omessa bonifica.

Il blitz degli inquirenti all'interno dello stabilimento è stato eseguito l'11 febbraio. Sono stati sequestrati anche computer e cartelle cliniche degli operari, oltre ai campioni poi analizzati da Arpa di Torino. 

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