Mercoledì 28 Ottobre 2020

Dossier Spinetta

Disastro ambientale, la protesta colpisce nel segno: ora tavolo tecnico con tutte le parti

Comitato Stop Solvay e Mamme NoPfas ricevute al Ministero. Il presidio continua 

Disastro ambientale, la protesta colpisce nel segno: ora un tavolo tecnico con tutte le parti

Le Mamme NoPfas e il Comitato Sto Solvay a Roma

ROMA - Disastro ambientale: il caso di Spinetta Marengo, così come quello del Veneto, è nuovamente sul tavolo degli esperti del Ministero dell'Ambiente. La prospettiva è quella degli ambientalisti del Comitato Stop Solvay, degli abitanti del sobborgo alessandrino che chiedono sicurezza per la salute, e delle Mamme No Pfas.

La delegazione, di cui fa parte anche la giovane biologa spinettese, Viola Cereda ("Stop Solvay"), è stata ricevuta questa mattina alle 10 dal capo della segreteria tecnica del Ministero dell'Ambiente Tullio Berlenghi, da Marco Ciarafoni, capo della segreteria del sottosegretario, e da due avvocati del Ministero. 

"Abbiamo presentato insieme alle Mamme del Veneto una bozza riferita ai limiti allo scarico dei Pfas, e le nostre osservazioni sulle mancanze del Collegato Ambientale (si tratta di un decreto legge con le disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali, ndr) - racconta Viola Cereda - Riteniamo che i limiti proposti dal Ministero siano troppo alti, visto che la scienza sta dimostrando come anche i Pfas a catena corta siano ugualmente pericolosi. E che siano state inserite solo 14 sostanze a fronte delle quattromila conosciute, senza poi un riferimento esplicito su quelle emergenti.

Ho ripercorso la storia di Spinetta dall'inizio dell'insediamento del polo chimico, ponendo l'accento sulle scelte recentissime della Provincia di concedere l'ampliamento della produzione del Pfas - cC6O4 nonostante l'impianto di Spinetta disperda sostanze pericolosissime nell'ambiente e in falda. Abbiamo rimarcato l'errore dell'avvocatura del Ministero al processo contro Solvay che si è concluso lo scorso dicembre: sono stati chiesti soldi invece di presentare e pretendere un piano di bonifica".

La prima freccia lanciata dall'arco della protesta ha colpito nel segno: "I nostri interlocutori - continua la Cereda - si sono detti disponibili a rivedere quei limiti, prendendo in considerazione le nostre istanze e osservazioni. E' stato indetto un tavolo tecnico a cui siederanno tutte le parti. L'Ispra (l'Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale), il Sistema Sanitario nazionale, Confindustria, il Ministero, un rappresentante del Comitato Stop Solvay e uno delle Mamme No Pfas".

Il presidio davanti alla sede del Ministero continuerà fino a domani. Nelle prossime ore la delegazione potrebbe essere ricevuta a Montecitorio

 

 

 

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