Venerdì 30 Ottobre 2020

Dossier Spinetta

La Solvay amplierà la produzione di cC6O4, il Pfas di nuova generazione

La Conferenza dei Servizi dà il via libera, ma con prescrizioni più stringenti

La Solvay amplierà la produzione di cC6O4, il Pfas di nuova generazione

Gli ambientalisti hanno protestato davanti alla sede della Provincia dove si è riunita la Conferenza dei servizi

ALESSANDRIA - La Solvay potrà aumentare la produzione di cC6O4. Ma con limiti e prescrizioni stringenti. La Conferenza dei Servizi ha dunque deciso, anche se per arrivare all’autorizzazione ufficiale si deve passare attraverso un verbale esplicito che non c’è ancora. Il «si» è dunque subordinato ad una serie di attività e lavori che devono ancora essere decisi.

È stato applicato in maniera anche più stringente il limite del Collegato ambientale allo scarico che chiede il valore medio di 12 campionamenti annuali. Un valore che prende in considerazione tutti i risultati dell’attività dell’azienda. Solvay, sta producendo il cC6O4 (Pfas di nuova generazione) dal 2014 con dei limiti molto più alti rispetto a quello cui dovrà attenersi in futuro.

L’Arpa ha chiesto controlli sul fiume Bormida con cadenza mensile per verificare gli effetti e le concentrazioni delle sostanze scaricate. Tutto questo in attesa che l’Istituto Superiore di Sanità o il Ministero diano dei limiti a queste sostanze. In Conferenza è stata posta una soglia anche per l’ADV 7800 allo scarico, nonostante questo Pfas non sia inserito sul collegato ambientale.

«I limiti massimi ammissibili per il cC6O4 allo scarico - ha sottolineato Alberto Maffiotti, direttore Arpa Alessandria - Asti - che dopo tre anni saranno operativi per Solvay sono pari a 0,5 microgrammi/litro come previsti dalla bozza del Collegato ambientale. È stato anche definito in tre anni il limite di adeguamento dell’impianto di trattamento che possa garantire il rispetto dei limiti per lo scarico in Bormida. L’autorizzazione sarà formalizzata dalla Provincia, presumibilmente, con le decisioni approvate ieri. Verrà monitorato il fiume Bormida per verificare gli eventuali impatto dello scarico dei reflui trattati dall’impianto».

Condizioni restrittive

«La Conferenza dei Servizi ha raccolto tutti i pareri degli Enti - ha spiegato l’ingegner Claudio Coffano, responsabile settore Ambiente della Provincia - Alla fine, ancorché non sia ancora effettivo il Collegato ambientale, si è ritenuto di applicare delle condizioni leggermente più restrittive, e precedere a un fitto monitoraggio della qualità delle acque del Bormida. Perché, qualora anche i valori assegnati dimostrassero un impatto sul corso d’acqua come previsto dal decreto in emanazione sarà possibile abbassarlo ulteriormente rispetto a quanto previsto dalla norma.
Come Provincia - continua Coffano - abbiamo chiesto che l’aumento di produzione e di uso di cC6O4 vada di pari passo ad una corrispondente riduzione dell’utilizzo di Adv 7800. Abbiamo concordato di procedere con Arpa all’installazione di un campionatore automatico al punto finale di scarico di Solvay, appena prima del Bormida che potrà essere comandato direttamente da Arpa per effettuare i controlli necessari senza dover passare attraverso la ditta. «È stata sicuramente un’autorizzazione molto complessa e difficile - ha concluso Coffano - che permetterà di avere condizioni più restrittive e la possibilità di controlli molto più efficaci».

Parere di Asl e Comune

L’Asl ha sostanzialmente ribadito il proprio parere, che era già positivo lo scorso giugno.

Il Comune ha chiesto il rispetto dei limiti che verranno stabiliti da Arpa e Provincia, ribadendo la necessità della sicurezza impiantistica. Per quanto riguarda la barriera idraulica verrà valutata la situazione sul tavolo della bonifica

Solvay, «soddisfatti»

«Solvay - si legge nel comunicato inviato ieri pomeriggio, giovedì - esprime soddisfazione e conferma il proprio impegno relativamente ai pareri favorevoli espressi dagli Enti a riguardo della richiesta Autorizzazione Integrata Ambientale per estensione della produzione di C6O4. Il percorso compiuto in questi mesi - continua - in un atteggiamento di trasparenza e di dialogo con le Istituzioni e il territorio, ha dimostrato quanto il progetto di Solvay sia compatibile con il rispetto della salute di dipendenti e cittadini, estremamente migliorativo della situazione ambientale e strategicamente necessario per assicurare la continuità industriale del sito, gli investimenti in innovazione tecnologica e lo sviluppo sostenibile del territorio. Con senso di responsabilità, presso il sito di Spinettesi sta già lavorando per essere in linea con gli obiettivi indicati nella Conferenza dei Servizi incrementando ulteriormente gli esistenti ed efficienti interventi che garantiscono la sicurezza dell’impianto».

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