Giovedì 28 Maggio 2020

Coronavirus

Fase 2: si insedia la task force

Il presidente Ferruccio Fazio: “Analizzeremo le criticità per consentire in futuro alla medicina territoriale di dare risposte tempestive ed efficaci”

Piemonte: l'ex ministro Fazio a capo della task force sulla Sanità

Ferruccio Fazio

PIEMONTE - Si insedia oggi, martedì, la task force di esperti, presieduta dall’ex ministro della Salute Ferruccio Fazio, a cui la Giunta ha dato ieri il via libera ufficiale, su proposta dell’assessore Icardi. Il gruppo di esperti darà supporto all’Assessorato alla Sanità e avrà il compito di analizzare e certificare le carenze strutturali che l’emergenza coronavirus ha messo in luce sul sistema sanitario territoriale, per programmare la Fase 2 della sanità in Piemonte.

Accanto all’ex ministro Fazio, ne fanno parte figure autorevoli del mondo istituzionale, medico e scientifico: il professor Giovanni Di Perri, responsabile delle Malattie infettive dell’Ospedale Amedeo di Savoia di Torino, il presidente dell’Ordine dei Medici di Torino Guido Giustetto, Pietro Presti, coordinatore straordinario per il coronavirus dell'Asl di Vercelli ed esperto in management strategico, innovazione nel settore sanitario e scienze della vita, e Massimiliano Sciretti, presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Torino. Parteciperà ai lavori del gruppo anche il professor Alessandro Stecco, neuroradiologo e presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale. La task force coinvolgerà anche le diverse professioni sanitarie, i farmacisti, oltre alla possibilità di avvalersi del contributo di altri esperti qualificati.

«L’obiettivo - spiega Ferruccio Fazio - è quello di verificare l’attuale funzionalità delle sanità territoriale piemontese, identificare le cause di eventuali criticità e trovare i correttivi da attuare, ridisegnando una mappa efficiente ospedale-territorio. Ciò al fine di avere una risposta tempestiva della medicina territoriale sia nel breve periodo, nel caso in cui dopo l’estate la pandemia si ripresentasse, affrontandola in modo puntuale e intercettando i nuovi casi più alla periferia, sia nel lungo periodo usando la medicina territoriale per gestire al meglio le malattie croniche».

Tra i primi incontri in programma quelli con il Comitato tecnico-scientifico dell’Unità di crisi della Regione e con la Commissione Sanità del Consiglio regionale.

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