Giovedì 02 Aprile 2020

Coronavirus

Ad Alessandria laboratorio per esame del tampone

Prime risorse stanziate per fronteggiare la crisi causata dalla psicosi coronavirus che si sta delineando tra le imprese, il commercio e il turismo

Il contagiato da Coronavirus lavora a Casale. Ma non è quella in Monferrato

ALESSANDRIA - In Piemonte i laboratori in grado di fare l'esame sul tampone per il coronavirus oggi sono solo a Torino (ospedali Molinette e Amedeo di Savoia) e all'ospedale di Novara. “Ma presto ce ne saranno altri due, tra cui Alessandria”. Questa è la comunicazione arrivata dall'assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi. "In un paio di giorni ne aggiungeremo altri due, ad Alessandria e Cuneo. Questi centri dovranno essere dotati delle attrezzature e delle professionalità necessarie. Il collo di bottiglia di questo complesso esame è infatti il laboratorio che deve elaborare i dati relativi a ogni tampone".

Anche il governatore della Regione Piemonte, Alberto Cirio ha dato comunicazione delle prime risorse stanziate per fronteggiare la crisi – causata dalla psicosi coronavirus - che si sta delineando tra le imprese, il commercio e il turismo. "Abbiamo fatto subito un primo stanziamento di un milione che serve per fronteggiare le prime necessità di carattere economico e imprenditoriale. E' destinato alle imprese del commercio e del turismo, che al momento sono le più colpite". "I commercianti - afferma Cirio - lamentano un calo del 50%, gli alberghi registrano numerose disdette e il turismo business è azzerato”. È un primo aiuto, ma il governatore chiede che “lo Stato faccia la sua parte". Come? “Tre le cose che ho chiesto al premier Conte – ha aggiunto Cirio - Innanzitutto le risorse, poi la legge per bloccare il pagamento degli oneri fiscali e contributivi per le aziende e la sospensione delle rate dei mutui. È necessaria inoltre la cassa integrazione in deroga per queste piccole imprese".

Infine si attendo notizie dalla Regione per capire se, come sembra, “le misure restrittive fin'ora adottate su tutto il Piemonte e in vigore fino al 1 marzo, potrebbero proseguire anche oltre”. “In Piemonte i casi negli ultimi due giorni non sono aumentati. Tutti coloro che sono stati posti sotto osservazione sono risultati negativi“ ha spiegato l'assessore Icardi. Tuttavia, “bisogna prendere atto della situazione del Nord Italia: la Lombardia, con la quale confiniamo per centinaia di chilometri si trova in una posizione un po’ diversa“. Da qui la possibilità di prorogare ancora per un po' le misure restrittive. 

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