Lunedì 21 Settembre 2020

Calcio - Grigi

"Condizione e convinzione: lavoriamo per questo"

Artico al campo per l'amichevole (2-0, Chiarello e Cleur) con il Castellazzo

"Condizione e convinzione: lavoriamo per questo"

Fabio Artico sempre al campo per seguire la squadra in una fase delicata e importante (foto Ilaria Cutuli)

ALESSANDRIA - In questi giorni non ha perso neppure una manciata di minuti di allenamento, Fabio Artico. Oggi pomeriggio ha seguito il test con il Castellazzo (2-0, Chiarello e Cleur nella ripresa), una cinquantina di tifosi sugli spalti, ha osservato gambe e facce, per vedere come si muovono le prime e quale espressione illumina le seconde. Ha cercato di cogliere guizzi, tracce di identità che l'Alessandria si sta sforzando di ritrovare. Sarebbe importante farlo domenica, contro il Lecco dei molti ex, che nel girone di ritorno viaggia a medie da zone alte, al contrario dei Grigi: perché due giorni dopo, martedì 18, sarà il compleanno 108 e la ragione per festeggiare adesso è importante trovarla anche nel presente e nel futuro, non solo nel passato glorioso e nei ricordi di campioni che appartengo alla storia del calcio.

Soprattutto c'è bisogno di svoltare, di vedere gli effetti della cura Gregucci, che non è un 'pasdaran' dei moduli, e delle sequenze di numeri, ma è molto più interessato alla combinazione di uomini."Perché facciamo fatica? Quando si cambia metodo di lavoro, anche intensità e quantità, assimilare non è sempre automatico. In questo momento - insiste il ds - possiamo solo lavorare molto, per recuperare condizione e convinzione". Qualcuno decisamente più opaco di altri? "Non faccio valutazioni individuali, non è il momento dei personalismi. Guardiamo alla squadra, ai segnali che dà: giudico molto importante la scelta dei ragazzi di aggiungere un allenamento, lunedì. Credete, non è l'unico indicatore utile che abbiamo raccolto, e questa volta è partito dai più esperti".

Sul tormentone "difesa a 3, difesa a 4" il ds resta della sua idea. "Per caratteristiche la linea a 3 è quella più naturale. Diamo retta a Gregucci: non contano tanto i numeri, ma le persone".

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