Mercoledì 20 Novembre 2019

novi ligure

Aldo Coscia, un incontro dedicato al "Poeta della Frascheta"

Appuntamento domani alla Confraternita della Maddalena, che custodisce le opere dell'artista novese scomparso dieci anni fa

spazio coscia

I curatori Tacchella e Caffarelli

NOVI LIGURE — Una mattinata di studio dedicata ad Aldo Coscia, l’artista e mecenate novese scomparso nel 2009 all’età di 76 anni: l’appuntamento è domani, sabato 9 novembre, a partire dalle 11.00, presso l’oratorio della Maddalena, in via Abba 28 a Novi Ligure. Il programma prevede l’intervento di Mario Ristagno, priore della Confraternita di Santa Maria Maddalena e del Santissimo Crocefisso, cui seguirà l’analisi artistica del pittore a cura di Andrea Sisti e infine la visita allo spazio espositivo intitolato all’artista che si concluderà con un aperitivo.

Lo spazio “Aldo Coscia” è stato inaugurato due anni fa nei locali adiacenti all’oratorio. Un omaggio all’artista soprannominato il “poeta della Frascheta”, tra l’altro particolarmente partecipe della Confraternita, tanto che alla sua morte volle lasciare all’organizzazione religiosa tutto il suo patrimonio, tuttora utilizzato per azioni di carità, nel rispetto del motto “Fede e opere”. La Confraternita – che da sempre è custode dei tesori artistici della chiesa della Maddalena – con la scomparsa del pittore si arricchì anche dell’ingente corpus di straordinarie opere realizzate da Coscia nel corso della sua esistenza.

Una piccola parte di esse sono esposte nello spazio accanto all’oratorio di via Abba: due ampie sale con una trentina di opere – selezionate da Rino Tacchella e Maria Luisa Caffarelli – che costituiscono un po’ un riassunto della vita artistica di Coscia, un percorso fatto di continua ricerca. Esattamente come era stato il suo approccio alla religione, una continua lotta per consolidare la sua fede.

“Poeta della Frascheta”, dicevamo, perché Coscia ritraeva i suoi paesaggi preferiti stando nella sua casa di campagna, un luogo di osservazione privilegiato a cui era legatissimo. Da lì, partiva per lunghe camminate nelle campagne e lungo lo Scrivia, dove recuperava poveri come assi, porte dismesse, vecchi cassetti, anche pietre, che poi usava come “tela” per le proprie opere.

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