Giovedì 19 Settembre 2019

Cinema

Venezia 76: chi vincerà il Leone d’Oro?

Questa sera alle 19, in Sala Grande, la cerimonia di premiazione

Venezia 76: chi vincerà il Leone d’Oro?

VENEZIA - Si avvicina a grandi passi la conclusione della 76esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (questa sera alle 19, in Sala Grande, la cerimonia di premiazione) e ormai da qualche giorno si alternano i pronostici sui possibili vincitori.

La giuria, composta da Piers Handling, Jennifer Kent, Stacy Martin, Rodrigo Prieto, Tsukamoto Shinya, Paolo Virzì e presieduta dalla regista argentina Lucrecia Martel, dovrà decidere tra una rosa di autori e pellicole in gara di tutto rispetto, che hanno ottenuto anche grandi favori da parte del pubblico.

È stato molto apprezzato, a dispetto delle polemiche iniziali, il “J’accuse” di Roman Polanski ispirato all’ ‘affaire Dreyfus’, così come “Marriage Story” di Noah Baumbach, prodotto da Netflix (che lo scorso anno ha supportato il film di Alfonso Cuarón “Roma”, vincitore del Leone d’Oro): Scarlett Johansson e Adam Driver interpretano Charlie e Nicole, una coppia sull’orlo della separazione, con tutti i conflitti del caso.

La piattaforma Netflix porta in concorso anche altri due film di buon gradimento: “Panama Papers” di Steven Soderbergh e “The King” di David Mitchod.

A sorpresa (per un’opera in cui il personaggio principale ha origini fumettistiche), ma non troppo, vista la strabiliante interpretazione di Joaquin Phoenix, potrebbe ricevere un premio “Joker” di Todd Phillips, che risale alle radici dello storico antagonista di Batman. In particolare, si pronostica la Coppa Volpi a Phoenix come miglior interprete maschile.

Tra i film italiani in competizione si nutrono ottime speranze per “Martin Eden” di Pietro Marcello, tratto dall’omonimo romanzo di Jack London; senza dimenticare il cinema di matrice orientale, con “Le verità” di Hirokazu Kore’eda, e quello francese, rappresentato da “Wasp Network” di Olivier Assays.

E che dire, allora, di “Ad Astra” dell’americano James Gray, che rielabora il filone fantascientifico in chiave intimistica, protagonista un Brad Pitt esploratore dello spazio profondo alla ricerca del padre perduto?

Ai giurati l’ardua sentenza…

 

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